Arianna. 15 anni dei quali la metà si potrebbero definire buttati al vento. Studente in un istituto d'arte.
Dark per scelta, fatico a socializzare con gli altri, ma superato il primo impatto generalmente la timidezza tende a scomparire. Credo in un mondo migliore, anche se quello in cui viviamo tuttora si sta lentamente consumando... Io scrivo per sfogo, non per esibizionismo.

† I Love †

Amo scrivere qualsiasi tipo di testo che abbia un senso profondo. Amo ascoltare per ore e ore la mia musica (metal, gotica, rock) e poi naturalmente il disegno.. Amo il nero, i teschi, colleziono croci, spille dei miei gruppi preferiti, anelli ad armatura e gingilli vari. Amo tutto ciò che è d'argento.

† I Hate †

Odio la massa e il modo cazzoso e nullo di ragionare degli individui che la compongono, odio coloro che generalizzano, chi si crede diverso, ma in realtà non lo è.. Odio le persone superficiali e che possiedono una doppia identità. Odio la falsità.
Odio me stessa.

† My Music †

Ascolto prevalentemente musica metal (in tutte le sue tipologie), gotica e rock, tuttavia ho anche qualche influenza hip-hop.
In altre parole...

+Adema
+Articolo 31
+Blind Guardian
+Dark Tranquillity
+Evanescence
+Faith No More
+Duran Duran
+Gothica
+Green Day
+Guns 'N Roses
+Helmet
+HIM
+Ill Nino
+Kamelot
+Killswitch Engage
+Korn
+Lacuna Coil
+Lacrimosa
+Limp Bizkit
+Linkin Park
+Macbeth
+Marilyn Manson
+Metallica
+Murderdolls
+Mushroomhead
+Nightwish
+Nirvana
+Rage Against The Machine
+Rammstein
+Saliva
+Scorpions
+Slipknot
+Static-X
+Tristania

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† lunedì, gennaio 23, 2006 †

poesie

 
Freddo. Gelo nella stanza. Tutto tace, immerso nel silenzio più completo. Interrotto dai sospiri di lei, che ora ha lo sguardo perso chissà dove o da lkui che si rigira nel letto per vedere che ore sono.
Le finestre sono chiuse, l'autunno è iniziato da poco, ma nonostante ciò persiste insistente un gelo polare.
Ad ogni gelido soffio c'è rimedio, a tutte le tempeste e alle insistenti piogge... Perchè quello fuori può scivolarti addosso e tu puoi essere una spiga che si piega insieme al vento... Ma quando sei ghiacciato dentro sei una quercia che brucia tra le fredde fiamme del dolore... Così si sente lei, così si sente lui.
Lei, una rosa bianca stroncata da una tempesta, un cuore spezzato dal suo burattinaio. Lei che era stata usata come una bambola. Lei che era stata innamorata, che gli aveva dato tutto, anche l'anima. Ora si è rotta. I suoi petali giacciono a terra sparpagliati e privi di vita.
Lui, un angelo dalle ali nere, la cui espressione è velata di malinconia e l'anima solcata da una cicatrice lasciatogli da un'illusione. Finora ha affogato il suo dolore nell'alcool e nelle sigarette, ma poi ha conosciuto lei.
Hanno tante cose in comune, forse troppe per potersi conoscere l'un l'altra. Probabilmente prima di allora sarebbero stati grandi amici. Si sono incontrati per caso, ma forse era scritto nel loro destino. Anche se entrambi hanno smesso di credere nel fato, nell'eternità e anche in Dio.
Lei si volta verso di lui. Sembra che stia dormendo, ma sa benissimo che sta pensando alla sua illusione. Perchè anche lei lo sta facendo. Sta pensando al burattinaio.
Le lancette scandiscono il tempo lentamente, ogni attimo pare interminabile. Pensieri contorti fatti di ricordi si aggrovigliano nelle menti dei due amanti.
Lei apre il cassetto del comodino di fianco al letto, quello in cui tiene le poesie di Emily Dickinson. Piacciono ad entrambi. A lei perchè riesce a tastare il dolore celato dietro quelle parole malinconiche, a lui perchè gli ricordano la sua infanzia, nei tratti più semplici ed innocenti.
Lui si scosta le coperte di dosso e recupera i suoi indumenti sparsi per terra : ha freddo e vuole rivestirsi.  E mentre si infila la maglietta riflette su fino a che punto siano arrivati. Si conoscono da circa un mese, ma è come se ognuno avesse la chiave per l'anima dell'altro. Entrambi plasmati dal dolore, entrambi portatori delle stesse cicatrici d'amore, riportano i segni della sofferenza attraverso occhi spenti prmai incapaci di perdersi nella speranza riposta nei sogni. Attraverso il dolore e i silenzi, loro si capiscono. Nei loro baci si trasmettono la sofferenza. Nel loro amarsi si completano e di malinconico affetto e ricerca della felicità colmano i loro vuoti. Il loro tenersi per mano è la costante ricerca d'amore, di comprensione. Nel loro essere comdividono i sogni infranti, frammenti d'amore e lacrime che trovano una carezza ad accoglierlie.
Ed è così che si amano, attraverso il dolore.
Lei allunga la mano, le dita tese alla ricerca del suo amante, il viso solcato da una lacrima.
E lui vive delle sue lacrime.
Pronto a scaldarla con le sue fredde mani.

Forse tra noi è iniziata proprio così...

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 22:24
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† venerdì, dicembre 16, 2005 †

pensieri

 
Oggi sono rimasta sorpresa quando, mentre uscivamo da casa tua per accompagnarmi alla fermata dell'autobus, volgendo lo sguardo al manto nero della notte ho visto la luna, tonda, piena e luminosa.
In mezzo a tutte quelle luci sfavillanti e ossessive che popolano Milano, la luna si è fatta subito notare nel suo splendore.
Io la osservavo, tenendoti per mano. Te l'avevo anche fatta notare in qualche modo, spiaccicando un "Guarda com'è bella la luna piena!" o qualcosa del genere...
Forse è stata la più bella luna piena che io abbia visto finora, perchè è stato proprio oggi che ci siamo amati per la prima volta. E poi uscendo ho visto lei. Come se volesse incoronare il tutto. Mi sono sentita felice. Incredibilmente, dopo tentativi, nutriti e concepiti solamente da pure illusioni, da me stessa create. Puramente sbagliate. Anche ora continuo a pensarti. Il tuo pensiero che mi abbraccia con più frequenza è quando camminiamo per strada, mano nella mano, io ti osservo con dolcezza, con quello sguardo dolce e sognatore tipico degli innamorati. E tu istintivamente o più semplicemente perchè te ne accorgi, ti volti verso di me e ricambi lo sguardo. Lo stesso sguardo.
Mi piace quando mi sillabi "ti amo".
Mi piace la cura che nutri per me.
Mi piace essere innamorata.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 22:40
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† venerdì, dicembre 09, 2005 †

my life, pensieri

 
"Il suono di un bacio non è forte come quello di un cannone, ma il suo eco dura molto più a lungo."

O.W. Holmes


Una frase trovata nei Baci Perugina. Dolcissima. Sì, anche io mi sento particolarmente dolce in questo periodo. Sarà che mi sono finalmente innamorata di una persona che ricambia completamente il mio affetto senza approfittarsi di me come tutte le altre, finora. Ti penso, sempre... "Yeah you drive me crazy..."... Sono qui che ascolto gli Aerosmith... Spensieratezza, gioia, amore... Le sensazioni che mi trasmettono questa canzone... Gli stessi sentimenti che provo io adesso... Mia mamma rompe le palle che non sono mai in casa, che ogni santo giorno mi faccio un'ora di strada per vederti, per abbracciarti, incrociare il mio sguardo con il tuo, tenerti per mano e sentirmi sussurrare "Ti amo" all'orecchio...
Tutta questa gioia, inaspettata mi agita un po', ma credo sia dovuto tutto all'emozione... E poi ritengo che sia bello provare ogni volta la stessa emozione prima di incontrare la persona che possiede il nostro cuore...
"Baby, you're my angel..."
Solo una settimana fa... Quel sabato durante il quale siamo rimasti a parlare per ore su un marciapiede, entrambi congelati dal freddo... Io che restavo ad ascoltarti, colpita dalle tue parole, colpita da quanto fossimo, incredibilmente, simili... Da quanto il dolore ci accomunasse, da quanto entrambi avessimo amato soffrendo, da quanto entrambi fossimo colmi d'amore... Ho pensato che fossimo due angeli. Di quelli con le ali bianche, piumate. Pure. E ci siamo incontrati nell'oscurità, l'uno di fronte all'altra. Da allora camminiamo insieme, tenendoci per mano e affrontando le tenebre.
Amami, Angelo, amami.

Un bacino al mio Snoopy che non ho più fatto in tempo a salutare causa soldi del cellulare fottuti... So che mi leggi e che quindi inevitabilmente leggerai anche queste righe... Ho letto la lettera che mi hai lasciato prima di tornare a casa sabato scorso, sei stato un vero tesoro... Ho capito di essere molto importante per te, più di quanto immaginassi... E sapere di avere un posto nel tuo cuore mi ha resa speciale.
Ti voglio bene, fratellino.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 22:50
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† martedì, novembre 29, 2005 †

my life

 
Oggi è successa una cosa strana, una di quelle che ti accadono all'improvviso, inaspettatamente, come un dono piovuto dal cielo.
Ero in classe, durante l'ora di plastica e come al solito anzichè lavorare stavo perdendo tempo con Francesco costruendo una pista per le biglie fatta di plastilina (rendetevi conto dell'assurdità!!). A un certo punto il cellulare vibra sul banco, mi accorgo che si tratta di un messaggio, mi pulisco goffamente le mani dalla plastilina per vedere di chi si tratta : è Omar, che mi avvisa di trovarsi dal magazziniere della scuola, nel caso volessi andare a trovarlo, probabilmente avrà avuto ora buca, penso. Sorrido lievemente, pensando che spesso mi manda questi messaggi, che lui è l'unico in mezzo a quella manica di stronzi a non avermi abbandonato, che mi parla come se fossi sempre rimasta io e non "la stronza" come gli altri del gruppo, quelli che consideravo veri amici e colui che amavo.
Decido di andare da lui. Mi infilo la felpa ed il cappotto, mi lavo velocemente le mani e con la solita scusa di dover andare in bagno convinco il prof a farmi uscire dall'aula. Attraverso il cortile, quasi completamente sbiancato dalla neve che cade insistentemente, io che mi faccio scudo con le mani. Alla fine ce la faccio, entro in magazzino fradicia e mentre mi do una ripulita lo vedo, seduto sui blocchi di risme. Da quel momento il magazziniere sparisce per un luuuungo tempo, facendosi vedere solo ogni tanto di rado (secondo me si sono messi d'accordo =P).
Ci salutiamo e mi siedo subito accanto a lui. Sembra contento di vedermi. Mi chiede come sto, io gli dico il solito insomma, raccontandogli del più e del meno, delle ultime novità, facendo trasparire la mia solita tristezza per i fatti che entrambi sappiamo.
Lui mi consola dolcemente, come solo lui riesce a fare in mezzo a quella manica di vigliacchi. Mi parla, facendomi forza, stringendomi a sè, sorridendomi, dicendo che devo essere forte e che in un mondo come questo è difficile vivere e per farlo bisogna avere un carattere forte e non farsi intimorire da nessuno. Gli dico che tutto questo mi ha portata a cambiare, che non sono più l'angelo buono, dolce e comprensivo che ero prima, che non mi apro più con gli altri, che ho troppe ferite aperte per farlo, che sono sempre sul passo di guerra per combattere anche il più insignificante intruso. Gli dico che sono cambiata, sì, e che non volevo che questo succedesse. E poi scoppio a piangere, la mia fragilità emerge di nuovo. Mi stringo forte a lui, soffocando le lacrime tra le sue braccia, pensando a quanto possa imbarazzarlo questo mio comportamento. Dopo un po' mi stacco, chiedendogli scusa e domandandogli se si vedeva che avevo pianto. Lui sorride e mi dice di non preoccuparmi. Gli chiedo di lui. Mi dice che ha cominciato a essere menefreghista, a vivere la vita con il giusto peso. Lo ammiro per questo, visto che io non ne sono in grado. Mi racconta di aver visto la sua ex fidanzata la mattina stessa, di aver contraccambiato il suo saluto freddamente. Gli chiedo perchè. E lui mi risponde che gli aveva fatto troppo male per meritarsi il suo affetto, per meritarsi il suo perdono. Anche in questo lo ammiro. Perchè è stato forte ed è riuscito a vedere il passato oggettivamente, a discapito dei sentimenti. E' un'altra cosa che io non sono in grado di fare.
Intanto il tempo passa, mi chiedo quanto sarà incazzato con me il prof vedendo che non rientro in classe. Ma voglio restare, sto bene. E poi succede.
"Posso fare una cosa? Spero che non ti infastidisca." Io acconsento un poco perplessa ma fiduciosa. E lui mi bacia. Un bacio tenerissimo, dalla durata di pochi attimi, ma intenso. Lo guardo piacevolmente sopresa, felice ma allo stesso tempo stranita. "Perchè?". "Perchè ti voglio bene. Tu sei una ragazza bella, sincera e intelligente. Mi piaci." mi risponde con una naturalezza incredibile. Dopo tanto tempo sono felice, di nuovo. Lo stringo forte sorridendogli. Lui guarda l'ora e mi dice che deve andare. Mi accompagna fuori e in mezzo alla neve che cade mi dice "Uno di questi giorni se sei libera mi piacerebbe venire a casa tua." ed io "Anche a me, apprezzerei molto. Avremmo più tempo per parlare. Mi piace parlare con te. E poi devi insegnarmi a suonare il pianoforte.". Gli stampo un bacio sulle labbra e mentre lui se ne va mi avvio verso la mia aula. Ormai è ora di andare, vengo a sapere dai miei compagni che sono stata fuori per almeno mezzora. Poco male, sono felice, m'importa solo di questo. Raccatto le mie cose avviandomi verso l'uscita, con un timido sorriso stampato sulle labbra.
Penso che è l'unico ragazzo che conosco che componga poesie.
Del resto lui è l'unico a cui faccio leggere le mie.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 23:39
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† martedì, novembre 22, 2005 †

pensieri

 
"Amore mio,
ti scrivo una lettera che non riceverai mai, ma che forse, un giorno lontano, quando sarai tornato sui tuoi passi avrai l'onore di leggere. Già perchè per quello che mi hai riservato, per le promesse fatte e non mantenute e per tutte le lacrime che mi hai fatto versare devi solo sentirti onorato di sentirti dedicato questo pezzo di carta impregnato di inchiostro e di odio e dovresti baciare il suolo che calpesto.
Probabilmente non provo più nemmeno amore nei tuoi confronti, ma solo rancore, tanto rancore represso e che finora sono riuscita a contenere, ma che continua a ribollire in attesa di travolgerti.
Non hai neppure una vaga idea di quanto odio covi nei tuoi confronti, non puoi immaginare quanto difficile possa essere la mia indifferenza forzata verso di te, quanto debba impegnarmi per non cedere al mio volere, ovvero quello di spaccarti la faccia e vomitarti addosso tutto il dolore che mi hai riservato.
Quello che racconti in giro, le stronzate e le accuse gratuite che diffondi su di me, tutte cazzate che servono solo a farti da maschera, a dimostrare ai tuoi amici del cazzo che sei un figo, che di me ormai te ne sbatti altamente, quando invece ogni volta che mi guardi vedo brama e desiderio nei tuoi occhi e forse anche un po' di invidia, perchè non mi puoi avere. Non più. Indecisa sul mio amore per te, sicurissima del mio odio, aspetto. Aspetto il giorno in cui strisciando verrai da me, chiedendomi perdono. Ed io ti pugnalerò dritto al cuore."


Frammenti di me, sparsi in un quaderno, in una pagina scritta solo qualche settimana fa.
Ma chissà se adesso me ne importa veramente qualcosa. Vedo un ragazzo che non amo, colui che amo è distante e sono circondata da amici a cui voglio bene e da cui ricevo affetto sincero, ma con cui forse non mi incontrerò mai, ma viaggeremo soltanto su linee parallele.
Ma sì, va bene così.
Ho troppe cose per la testa per pensare a questo, che è il problema principale.
La mia rovina.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 23:12
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† domenica, novembre 20, 2005 †

my life, pensieri

 
Stringo tra le mani il ciondolo che mi hai messo al collo, un giorno prima che partissi di nuovo. Me lo hai fatto indossare contro la mia volontà, io che non volevo che mi lasciassi una parte di te. Avrei dovuto restituirtelo oggi, prima di vederti salire sul treno che ti avrebbe separato da me per una quantità di tempo indefinibile. Ma me ne sono dimenticata. Stupidamente. E adesso sono qui. Che penso ai bellissimi giorni passati con te. Non sai quanto mi hai resa felice. Ci siamo amati, abbiamo trasgredito. Abbiamo infranto tutte le barriere. E adesso siamo qui, a soffrire per le ditanze che ci dividono. Ci amiamo, tanto. Sei bellissimo nel ricordo che ho di te.
Ora vado a dormire, pensando di nuovo al tuo viso, immaginando ancora la tua presenza. Stringendo il tuo inaspettato pegno d'amore, consapevole della sofferenza che ti procurerò.
Di tutto il male, incurabile, che ti infliggerò.
Il nostro è un amore distorto e inconcepibile.
Ma tu mi capisci più di chiunque altro.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 23:53
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† mercoledì, ottobre 26, 2005 †

pensieri

 

No, non sono morta, se è questo ciò a cui pensate.
Sono semplicemente spenta.


Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 23:05
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† sabato, settembre 24, 2005 †

my life, pensieri

 
Stasera sono un po' depressa... Non che la cosa sia una novità, ma diciamo che oggi lo sono in una manirea particolare... Ovviamente potrete benissimo immaginare la causa di tutto ciò... Ma sì, lo so di essere paranoica. Ma sinceramente non me ne importa un bel niente. Alla fine ciò che ho detro, tutto il mio schifo, lo voglio vomitare fuori come meglio credo... Faccio il possibile per non parlarne con i miei amici, proprio per non diventare paranoica, farli stare tranquilli e cercare di pensare ad altro, ma alla fine, quando le parole non bastano, quando le lacrime finiscono, quando l'ultimo mozzicone di sigaretta cade e si spegne e l'impulso di torturarmi fisicamente e mentalmente svanisce, ecco a cosa mi riduco. A scrivere righe e righe di pensieri contorti. Quante cose mi sono capitate ultimamente? Ogni sera ad addormentarmi faccio una fatica del diavolo e la maggior parte delle volte mi passo tutta la nottata in bianco, girandomi e rigirandomi nel letto, sperando nelle grazie di Morfeo. Mia madre dice che è una cosa dovuta al fuso orario, andato a puttane durante le vacanze estive. Ma cazzo, io non ho mai avuto problemi di fuso orario in vita mia!! E poi com'è che se mi prendo i calmanti, come per magia riesco ad addormentarmi senza problemi? Mah. E' anche vero che senza il cosiddetto "sonno forzato", l'abbiocco mi viene durante la mattina, proprio mentre suona la sveglia. E vi confesso che spesso sono anche tentata di ignorare tutto questo, di dire a mia madre che non sto bene e che non me la sento di andare a scuola e di mettermi a dormire sotto alle coperte come se niente fosse... Ma purtroppo non posso e mi tocca alzarmi dal mio caldo letto per vestirmi e prepararmi e addentrarmi a mo' di zombie in un'altra fredda giornata, con l'angoscia di incontrare lui, che mi osserva ma poi distoglie lo sguardo, con lo stomaco quasi sempre vuoto. What a lifestyle!
Eppure oggi dovrei essere praticamente felice. Verso inizio settimana una mia compagna di scuola mi aveva mandato un saluto da parte di Fifty... Quel Fifty che tanto tempo fa avevo perduto a causa del mio comportamento rigido e poco tollerante... Era una cosa che non mi sarei mai aspettata da parte sua... Le ho chiesto di salutarmelo e di dirgli che gli volevo bene... Ero quasi in lacrime, mentre percorrevo il corridoio per raggiungere l'aula dove avremmo tenuto la lezione successiva... Però ero contenta... Il pomeriggio stesso avrei voluto telefonargli, ma avevo troppa paura... Avrei preferito farlo di persona, guardandolo negli occhi... Così ho iniziato a chiedere ad Ivan e Omar quando sarebbe venuto Fifty a trovarci a scuola... Sabato, la loro risposta...E' già sabato, penso appena mi sveglio, con addosso la paura di non sapere cosa fare, cosa dirgli, come comportarmi insomma... Teniamo la lezione in un'aula ubicata in culo al mondo... Fifty ci troverà? Mi chiedevo...
A un certo punto Ivan esce dall'aula dicendo che andava in bagno. Ho capito subito che non era così... Rientra poco dopo. Strano, di solito sta fuori più tempo... Forse è davvero andato in bagno, penso...
Passa una mezzoretta circa. Disegno la copertina del mio fumetto, concentrata su di essa. Parlo con Matteo e Tatiana di musica, mentre il prof ci concede un piccolo break. Ho la menta altrove, ormai sono tranquilla. E poi arriva lui. Fifty. E' successo tutto in automatico... Il cervello si è scansato ed ha lasciato il posto al cuore... Mi sono alzata, ho ignorato tutti, i miei compagni, il professore e, con passo deciso, sono andata da lui e l'ho abbracciato. Così senza dire una parola. E poi, come temevo sarebbe successo, sono scoppiata a piangere. Continuavo a tenerlo abbracciato a me, a piangere, senza spiaccigare una parola, mentre lui, che sembrava avere capito tutto, mi dava delle leggere pacche sulla schiena, abbracciandomi a sua volta... Avrei voluto chiedergli scusa, spiegarmi, dirgli che gli volevo bene, ma niente, continuavo a piangere e lui continuava a consolarmi... Così, davanti a tutta la classe, come succede di solito nei film drammatici... Poi lui è dovuto andare via. Gli ho dato la mano e poi me ne sono tornata dai miei compagni, con le lacrime ancora agli occhi, ben visibili... Chiedevano il perchè ed io mi spiegavo... Chiedevano se volevo un fazzoletto ed io rispondevo che ne avevo già uno (come se avessi saputo che sarebbe andata a finire così).
Ero troppo felice.
Non era finita... La nostra amicizia non era finita... Adesso però avremmo dovuto ricostruirla passo per passo...
Sono uscita dalla scuola sperando di incontrarlo di nuovo sul cancello, ma lui non c'era. Ho trovato invece Andrea che come sempre mi ha osservata, ma senza dirmi una parola. Chissà se mi ama ancora. Meglio non pensarci per ora. Ho paura disapere la verità.
Pomeriggio sono andata ancora alle colonne di San Lorenzo a Milano centro, che ormai stanno diventando l'abituè del sabato pomeriggio... Ho conosciuto qualcuno di nuovo, uno dei ragazzi ci ha anche fatto da guida sul magico regno dei dinosauri (probabilmente questa la capirà solo Davide, che era fra i presenti oggi =P) e poi, come al solito, ho sperperato tutti i soldi che mia madre mi aveva dato... Però con quei soldi ho finalmente potuto completare la discografia degli A Perfect Circle e non è mica una cosa da poco.
Vabbè, ripensando all'episodio di oggi tra me e Fifty un po' di depressione mi è passata.
Sto un pochino meglio. Prima di andare a dormire gli mando un messaggio della buona notte. Non me la sento ancora di chiamarlo, così mi limito a queste piccole cose, in attesa di potergli parlare a viso aperto. Parlare, non mettermi a piangere come mi è successo oggi... Però lui ha capito...
E va bene così...
Ti voglio bene Fifty.

Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 23:19
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† lunedì, settembre 12, 2005 †

my life

 

Non ho neanche terminato questa giornata che già la definisco di merda. Adesso chi legge, penserà che mi stia riferendo al rientro a scuola, alla sveglia alle sette e un quarto e a quelle cazzate lì. E invece no. Anzi, sarei stata ben felice di andare a scuola se non fosse stato per Andrea. Già mentre ero in strada pensavo a che cazzo fare e a come comportarmi davanti a lui... In breve ero già nel panico... Va bene, cerchiamo di non pensarci... Davanti all'ingresso della scuola ci sono un sacco di studenti radunati, ma la mia classe non c'è... Varco la soglia del cancello, mi guardo un po' in giro... E prima di vedere Francesca, Ivan e tutti gli altri vedo lui. Merda. Questo è stato il mio primo pensiero. Va bene, faccio finta di non vederlo. Saluto la Fra e tutti gli altri... Baci abbracci, le solite cose che si fanno come se non ci vedessimo da una vita... E poi comincia a piovere. Dalla serie 'ci mancava solo questa'. Porca puttana. Il mio secondo pensiero, dovuto ai miei fottuti capelli che ho stirato le sera prima. E va bene, andiamo sotto all'ingresso che così siamo al coperto. Poi arriva il nostro professore di geometrico e in breve tempo ci scorta nella nostra provvisoria aula. Attendo che Ivan mi raggiunga, ma è troppo occupato con Ambra, che probabilmente l'ha già messo nella sua lista di figurine da collezione. E va bene, tanto già lo sapevo, quasi neanche me la prendo. Il prof ci fa un interminabile discorso sulla pulizia della scuola, sul fatto che non dobbiamo tappezzare muri sedie e banchi di scritte e cazzate varie, ma penso che non arriveranno integri fino alla fine del primo quadrimestre. Comunque, oltre a Ivan abbiamo altri imbucati in classe. Uno si chiama Alessandro, è un ripetente della nostra scuola e sembra un gran fancazzista. Un altro si chiama Matteo, viene dal liceo classico, ma mi sembra un ragazzo molto riservato, di quelli gentili e disponibili, ma che non si aprono più di tanto. Forse dovremmo metterlo a suo agio. Poi abbiamo altre due ripetenti della scuola, due ragazze molto belle e che sembrano simpatiche. Fra di loro hanno subito legato... Spero che si integrino presto con il resto della classe. Ivan non ha avuto problemi, anzi, forse ne ho avuti più io che lui.
Finisce l'ora ed esco. Che palle, ma piove ancora? Il mio terzo pensiero. E mentre mi dirigevo verso l'uscita, valutando se ristirarmi i capelli nel pomeriggio, l'occhio mi cade sulla maglietta rosso-comunista di Andrea, che con quella sua solita aria menefreghista, mi chiede dove sia Ivan. Io rispondo là dietro con fare noncurante e proseguo per la mia strada.
Cammina cammina, incontro Luana, una mia amica frequentante la classe con cui l'anno scorso condividevamo educazione fisica. Mi offre un passaggio sotto al suo ombrello ed intanto chicchieriamo del più e del meno. Alla fine salta fuori che Andrea è stato messo nella loro classe ed io penso già alle lezioni di educazione fisica in cui dovrò farmi vedere da lui correre alla stessa velocità di un bradipo drogato. E la cosa mi mette profondamente a disagio, in seguito mi ha provocato anche un giramento di coglioni mica da poco. Vabbè, Ivan sarà contento. Ambra un po' meno perchè non potrà avero tutto per lui. E io cercherò di farmi fare più giustificazioni possibili cercando però di non farmi inculare dal debito formativo.
Vabbè magari ci cambiano la classe con cui condividere la lezione, no? Dalla serie 'la speranza non è mai l'ultima a morire'.
Finalmente arrivo alla mia destinazione : la Ricordi. Entro sapendo già dove andare : reparto Heavy Metal, sotto la lettera 'A', sperando di trovare quello che cerco. Do un'occhiata e finalmente lo vedo : l'ultimo degli A Perfect Circle. Beh, almeno qualcosa di bello mi è accaduto durante la giornata.
Tiro su il cd, vado alla cassa, pago e vedo Ivan insieme ad altri suoi due amici di seconda C che stanno guardando i concerti che si sarebbero svolti a Milano, con lui tutto contento perchè suonavano i Wednesday 13 al Transylvania.  Vallo a capire.
Esco è c'è ancora Andrea che si fuma la sua solita sigaretta (come sempre), con la sua solita faccia da scazzato (come sempre anche questo) facendo finta di non vedermi. E a quel punto non so che cazzo mi è preso. Mi è uscito un "ciao" sforzatissimo, come se qualcuno mi avesse fatto notare che accanto a me c'era una persona che conoscevo e che quindi era d'obbligo salutarla. E il bello è che lui mi ha pure risposto. Sto pezzo di merda. Devo ancora capire che gioco sta facendo. E' assurdo. Ogni volta che lo vedo mi viene voglia di abbracciarlo e baciarlo come se niente fosse successo, ma subito dopo vengo presa dall'impulso di prenderlo a calci nel sedere. Però mi trattengo e alla fine facciofinta di non vederlo. Lo odio talmente tanto che mi piacerebbe mettergli le mani addosso e farlo ancora mio. Bah, che amore strano.
Non mi resta che mangiare e poi andare da Ivan (sperando che Ambra non mi abbia già preceduta) e prepararsi per il concerto degli HIM di stasera... Spero almeno di riuscire a incontrare Roan e gli altri...
E vabbè. Dai, però in fondo sono anche contenta. Lara mi ha invitata ad andare con lei alle colonne di S. Lorenzo questo sabato. E poi pare proprio che quest'anno avremo il Mirzan come insegnante di visiva. Alla notizia Ivan penso che avrebbe voluto spararsi ai coglioni, io invece ero troppo felice. Cioè, figa, con quel prof lì esci che disegni da dio. E poi naturalmente ho comprato il cd degli A Perfect Circle.
Vabbè, concludo qui. E se avete letto fin qui senza sclerare siete dei santi.
Al limite domani farò un resoconto del concerto, dato che temo che stasera tornerò a casa distrutta...


Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 12:53
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† lunedì, agosto 29, 2005 †

my life, pensieri

 

E' finita... L'ho lasciato...
Da quanto tempo sarà che mi sono fatta prendere in giro da lui? Una settimana? Forse due, da quando l'avevo invitato a passare una settimana in vacanza quasi completamente da soli e lui mi ha raccontato di essere ammalato... Distruggendo un sogno nel quale probabilmente solo io ho creduto... Fai la vittima, dici che ti dispiace... Io soffro e piango... Le mie giornate si spegnono... Dici che mi ami, che va tutto bene. Sì. Certo. E non mi telefoni, dicendo che ti eri dimenticato. Dimenticato di me. E non rispondi alle telefonate. Oggi, che dovevamo vederci, ti sei addormentato e hai perduto il treno. E io ti ho aspettato un'ora in stazione, con i soliti maniaci che mi guardavano, che mi volevano. E io che mi rannicchiavo a terra e pregavo di vederti spuntare da quella scalinata. E così non è andata. Ma lo sapevo, L'ho sempre saputo, fin da quando ho messo piede sull'autobus che mi avrebbe portato fino alla stazione. Chiamalo sesto senso. Ti ho chiamato sul cellulare. Nessuna risposta. Me lo aspettavo. Allora ti ho chiamato sul telefono di casa, sicura che mi avrebbe risposto tuo fratello. E così è stato. "Sono Arianna, mi passi Andrea?" "Sì". Sento qualche rumore, qualche lamento e una voce stanca e annoiata che brontola qualcosa. Sono calma. Mi affido all'istinto. E io sono stanca di essere trattata come un oggetto. Come una bambola. Non dico parole cattive, perchè io sono buona, l'hai detto anche tu. Ti abbandono, chiudendoti il telefono in faccia prima che lo faccia tu. Telefono a mia madre chiedendole di venirmi a prendere. Resto in piedi appoggiata al muro, con lo sguardo perso nel vuoto, ancora non del tutto convinta di ciò che ho fatto. Mi sento strana. Gli occhiali da vista scuri nascondono le poche lacrime che mi colano dagli occhi. Mia madre arriva, resto impassibile. Salgo in macchina e mi fiondo direttamente in camera. Mi sdraio sul letto e cerco di non pensare, ma è inevitabile. Non ho molti flash, solo quelli delle ultime volte passate insieme. Quando guardavamo la televisione abbracciati sul mio letto o quando ogni tanto. Quando mentre mangiavamo, mi accarezzavi la mano guardandomi dolcemente. Quando fumavi le tue sigarette sul mio balcone. Quando la sera, da soli in casa, abbiamo visto insieme Scream in dvd. L'ultima volta che abbiamo fatto l'amore e tu, stringendomi mi hai detto "Ti amo" ed io "Perchè hai scelto me?" "Perchè sei tu...". Ho pianto allora e piango anche adesso. Succede ancora, stavolta per mano mia. Era ciò che più temevo ed è successo. Cerco di non pensarci, ma so già che non potrò trattenermi così a lungo come spero. Penso a te che vieni verso di me sorridendo. Io che ti aspetto, che voglio abbracciarti, ma prima che possa avverarsi, questo sogno si dissolve. Ed io resto sola, con i miei ricordi che mi scheggiano l'anima, che vanno e vengono con la stessa nitidezza di ieri.
E poi penso alle tue ultime parole.
"... ma tanto penso che alla fine non te ne freghi niente di tutto quello che ti sto dicendo, vero?"
"No, guarda, in effetti non me ne frega proprio un cazzo."
Taglienti.
E poi ripenso al "ti amo" che mi hai detto questa mattina stessa.


Lacrima lasciata da LadyCrow alle ore 02:06
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